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Albero Monumentale - Il Vecchio Tiglio (Sec. XIII) Come Avvicinarlo

Uscendo dall'abitato di Macugnaga in direzione testata di valle, si raggiunge, nello splendido scenario del versante orientale del Monte Rosa, la "Chiesa Vecchia" e il piccolo cimitero, in fregio ai quali, sul lato sinistro della strada, protettp da una chiudenda in legno, è radicato il vecchio Tiglio, vero simbolo per la Comunità locale.

Notizie Botaniche

Il Tiglio a grandi foglie di Macugnaga, Tilia platyphyllos Scop., della famiglia delle Tiliacee, è specie diffusa in centro Europa che, in alcune Regioni del nostro meridione, trova i limiti Sud del proprio areale di vegetazione.
Sulle Alpi piemontesi si spinge oltre i 1500 mt. di altitudine ove ricorre con frequenza sporadica e buon adattamento nelle stazioni rupestri e consociato ad altre latifoglie quali Aceri, Querce e Faggio.
I caratteri che lo distinguono dal vicino Tiglio selvatico (Tilia cordata) sono, tra gli altri, la dimensione maggiore delle foglie, da cui deriva l'appellativo specifico (platy = ampio; phyllos = foglia), e la presenza sulla loro pagina inferiore di ciuffi di peli biancastri, e non bruno-rossastri, alle biforcazioni delle nervature.
Inoltre, si accresce più rapidamente, può raggiungere dimensioni superiori ed è più longevo del Tiglio selvatico; per tali caratteristiche è impiegato come pianta ornamentale nella costituzione di viali e parchi, sebbene oggi prevalgano a tale scopo vari ibridi anche con specie nordamericane.
Il legno del Tiglio a grandi foglie è omogeneo, elastico, poco resistente agli agenti di degrado ed è utilizzato per lavori di falegnameria, tornitura e per sculture.

Conformazione e Stato Vegetativo all'atto del Censimento

La pianta mostrava al rilievo una discreta vigoria vegetativa ma condizioni di stabilità complessivamente alquanto precarie.
Il fusto, alto 3.5 mt. e completamente cavo dalla base, è compromesso in più parti, sino al legno conduttore, da attacchi di carie fungina di avanzata entità, progrediti nel tempo a partire dalle ferite conseguenti allo schianto di alcune branche primarie.
Inoltre, sul lato rivolto al Monte Rosa, presentava un ampio settore necrotico, fessurato longitudinalmente e a rischio di ribaltamento, sormontato da una grossa ferita da taglio di una branca primaria, del diametro di circa 70 cm, recisa in passato a livello dell'impalcatura.
All'attualità l'albero risulta strutturato in cinque branche primarie, li anch'esse parzialmente interessate da carie, che, grazie ad e una buona distribuzione spaziale, vanno a costituire una chioma sufficientemente equilibrata.
Il peso e le sollecitazioni notevoli esercitate da tali ramificazioni all'inserimento su1 grande fusto cavo, evidenziavano peraltro i rischi maggiori per l'integrità del vecchio Tiglio che, se non aiutato staticamente, era da considerarsi a rischio immediato di crolli e scosciature dalle conseguenze irreparabili.

Bibliografia:
Tratto da:
"Alberi Monumentali del Piemonte"
A cura di Mario Palenzona, Giovanni Nicolotti, Diego Mondo
L'Artistica Editrice







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